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| La Zona Gastronomica |
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Il piacere della tavola è un motivo in più per fare festa. Non so chi l'abbia detto, ma credo sia proprio la verità osservando il via vai di gente sotto le "baracche" della fiera. Si riempiono al mattino e a stento si svuotano a notte fonda: piatti tipici e vini novelli sono i principi della cucina tradizionale dei dì del Soco.
Trippa in umido a base di cipolla, pomodoro, sale e brodo è da sempre la pietanza che va bene sia per il mattino presto come alla sera tardi, così come accadeva ai vecchi tempi.
Se poi per accompagnare il vin "corbinello o il raboso" si poteva scegliere tra "luganeghe e porchetta", ecco che la festa era assicurata.
Si finiva con quei frutti di stagione come le angurie pronte per l'occasione o le più tradizionali patate americane.
Per gli sfizi di mezza giornata ecco allora che andavano bene "straccaganasse o stechi de ligurisia", come pure le castagne col vin "bacò o clinto".
Di tutto questo oggi poco è cambiato, e semmai avessimo tralasciato qualcosa, faremo prima dicendovi di ritornare sotto quei tendoni dove il clima di festa non è mai cambiato. |
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